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L'uomo proiettile

Dopo aver fatto i più svariati mestieri per sopravvivere, uno strano individuo ha scelto di fare l'uomo proiettile in un circo, dove si trova finalmente a suo agio, lavorando solo due giorni alla settimana.

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Agosti continua il suo percorso da vero indipendente. Rivisita il circo senza curarsi delle inevitabili etichette "felliniane". Racconta una storia di donne barbute e di uomini proiettile con una poeticità e un intimismo difficilmente comunicabili al pubblico contemporaneo. Gli omaggi al cinema delle origini si sprecano ma resta il dubbio del solipsismo.

Per sopravvivere _ e lavorare soltanto due giorni alla settimana _ uno strano tipo (B. Wolkowitch) fa l'uomo proiettile in un circo dove vive anche una storia d'amore con la sua assistente (P. Agosti) che, però, lo tradisce. Lui ne soffre. Sfilano gli altri: la donna barbuta (G. Boschi), la trapezista, il fachiro, un clown-donna vestito da prete. Apologo (un po' lugubre) filosofico-didattico-circense con 2 tesi (il lavoro, com'è inteso oggi, fa male; la gelosia è il livello infimo del sentimento) e un omaggio a Méliès. Il circo è il Togni.

Titolo originale: L'uomo proiettile
Anno: 1995
Cast: Giulia Boschi, Bruno Wolkowitch, Federico Zanola, Dario Ballantini, Paola Agosti
Audio: Italiano
Sottotitoli: No
Durata: 100 minuti circa